ACCESSO AL CREDITO

Fonti di finanziamento regionali, nazionali e comunitarie

 

Intermediari finanziari e Confidi minori

Gli intermediari finanziari sono soggetti, diversi dalle banche, ai quali l’ordinamento nazionale consente di erogare credito in via professionale nei confronti del pubblico nel territorio della Repubblica. Si tratta di soggetti la cui disciplina non è armonizzata a livello europeo e pertanto, fatta eccezione per l’ipotesi di soggetti controllati da banche comunitarie (cfr. art. 18 del TUB), non è consentito il mutuo riconoscimento in ambito UE.

In base alla riforma del Titolo V del Testo unico bancario, entrata in vigore l’11 luglio 2015, gli intermediari finanziari sono ora autorizzati dalla Banca d’Italia all’esercizio dell’attività di concessione di finanziamento sotto qualsiasi forma – ivi incluso il rilascio di garanzie (con le seguenti avvertenze) – e iscritti in un apposito albo previsto dall’art. 106 del TUB (come modificato dal D.lgs. n. 141/2010, nel seguito “nuovo TUB”). Nel medesimo albo sono iscritti: i Confidi con volumi di attività pari o superiori ai 150 milioni di euro; i servicer delle operazioni di cartolarizzazione, cioè quei soggetti che esercitano l’attività di riscossione di crediti ceduti e i servizi di cassa e di pagamento ai sensi della legge n. 130 del 30 aprile 1999; le società fiduciarie di cui all’art. 199 del Testo Unico della Finanza (cosiddette statiche).

 

Si intendono per Confidi – Consorzi e Cooperative di garanzia collettiva fidi – i soggetti che, ai sensi della Legge 326/2003, svolgono esclusivamente l’attività di garanzia collettiva dei fidi, che consiste nella “prestazione mutualistica e imprenditoriale di garanzie” volta a favorire l’accesso delle piccole e medie imprese associate al credito di banche e degli altri soggetti operanti nel settore finanziario, cc.dd. “garanzie collettive” (art. 13, comma 1, del D.L. n. 269/2003 convertito dalla Legge 326/2003).

I confidi con un volume di attività finanziaria inferiore a 150 milioni di euro (per ciò detti anche “minori”) sono iscritti nella sezione dell’elenco generale ai sensi dell’art. 155, comma 4, del vecchio TUB e possono svolgere esclusivamente tale attività di concessione di garanzie “collettive”; è pertanto loro precluso l’esercizio di prestazioni di garanzie diverse da quelle indicate e, in particolare, il rilascio di fidejussioni nei confronti del pubblico (si vedano in proposito le avvertenze pubblicate su questo sito) nonché l’esercizio delle altre attività riservate agli intermediari finanziari dell’albo di cui all’art. 106 del nuovo TUB.

La Banca d’Italia, una volta accertati i requisiti per l’iscrizione iniziale nella descritta sezione, non dispone di alcun potere di controllo successivo – informativo o ispettivo – sull’operato dei confidi minori. I confidi ex art. 155 comma 4 sono infatti espressamente sottratti dall’applicazione delle disposizioni del Titolo V del vecchio TUB relative agli intermediari finanziari e la loro operatività non è sottoposta al regime di vigilanza prudenziale della Banca d’Italia, che viene invece esercitato nei confronti dei confidi iscritti nell’albo di cui all’art. 106 del nuovo TUB.

Il D.Lgs. n. 141/2010 prevede che la tenuta e la gestione dell’elenco dei confidi minori siano affidate a un apposito Organismo dotato di poteri di vigilanza e intervento sugli iscritti (cfr. artt. 112 e 112-bis del nuovo TUB). Fino alla costituzione di tale ente continua ad applicarsi il quadro normativo previgente al D.Lgs. n. 141/2010.

Il 18/3/2016 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – n. 65, il D.M. 23/12/2015, n. 228, recante la disciplina sul funzionamento del nuovo Organismo per la tenuta dell’elenco dei confidi minori. Il citato decreto attribuisce alla Banca d’Italia il compito di proporre al Ministero dell’Economia e delle Finanze i componenti dell’Organo di gestione dell’Organismo, selezionati sulla base di criteri predeterminati, tra i candidati in possesso dei requisiti di professionalità, indipendenza e onorabilità di cui agli artt. 3 e 4 del D.M. n. 228/2015.

Con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 9 novembre 2016, su conforme proposta della Banca d’Italia, sono stati nominati i componenti dell’Organo di gestione, i quali hanno in corso le attività volte alla costituzione dell’Organismo. Dalla data di avvio dell’operatività di quest’ultimo i Confidi minori avranno 9 mesi di tempo per chiedere l’iscrizione nel nuovo elenco tenuto dall’Organismo; in mancanza, potranno continuare a operare per ulteriori 3 mesi, entro i quali dovranno deliberare la liquidazione ovvero modificare il proprio oggetto sociale, eliminando il riferimento ad attività riservate ai sensi di legge (cfr. art. 10 del D.Lgs. n. 141/2010).

 

https://www.bancaditalia.it/compiti/vigilanza/intermediari/index.html#altri_soggetti

 

 

Il confidi nazionale della cooperazione italiana sostenuto da AGCI, Confcooperative e Legacoop è Cooperfidi Italia